IL DILEMMA DELLO STEMMA ARALDICO

Lo scultore e intagliatore tedesco Patrick Damiaens che esibisce una delle sue meravigliose opere.
In alto: lo stemma dei Borbone delle Due Sicilie.

Coat of Arms in inglese, armoirie in francese, Wappenschild in lingua tedesca. Comunque lo si chiami, non esiste un nobile senza il suo stemma araldico o il suo stendardo. E’ d’obbligo per chiunque voglia essere riconosciuto come persona di alto rango possedere un proprio simbolo con cui identificare se stesso, la propria famiglia e la propria storia. Ma quali sono i passi da compiere? Come scegliere e, soprattutto, creare uno stemma araldico? In quest’articolo troverai le risposte ai tuoi dubbi.

Coerenza con il titolo scelto

La prima cosa da fare in assoluto è inventare il titolo che si vorrà accostare al proprio nome. Questo è fondamentale e viene prima di qualunque altra mossa che si vorrà intraprendere, dal momento che sarà proprio il nostro titolo (patrizio, conte, marchese, duca…) a determinare la scelta dello stemma. Quest’ultimo infatti non è mai casuale, ma si basa sul rango nobiliare a cui apparteniamo e alla tradizione a cui vogliamo ispirarci.

In linea del tutto teorica, nulla vieta che possiamo inventarci di sana pianta il nostro stemma così come ci siamo creati un titolo pur non avendo sangue nobile. Tuttavia questa possibilità non è così facile da gestire come potrebbe sembrare: inventarsi uno stemma senza inserirlo in una tradizione iconografica e simbolica già codificata può infatti produrre risultati alquanto banali e non interessanti da un punto di vista artistico. Inoltre, il ricorso a uno stemma completamente inventato e composto da elementi eterogenei ed estranei a qualsiasi tradizione comporterebbe inevitabilmente una difficoltà di realizzazione dello stesso e la tentazione di affidarsi a qualche programma di AI che, alla fine, non soddisferebbe le nostre aspettative.

Per questo, il nostro consiglio è quello di porsi due semplici domande: qual è il mio titolo? A quale popolo apparterrà il mio titolo nobiliare?

Diversi titoli per diverse tradizioni

Lo stemma reale persiano su un francobollo di inizio ‘900.

Non tutti sanno che ogni popolo e ogni nazione, anche all’interno del continente europeo, vanta titoli nobiliari diversi o diversamente organizzati e gerarchizzati. Questo talvolta genera confusione, ma secondo noi questa varietà non può non essere considerata come una grandissima ricchezza, un patrimonio immateriale che ci permette di rendere unica la nostra scelta. Il nostro titolo ci permette infatti di distinguerci dalla massa: per questo, più sarai originale nella scelta, più il tuo titolo sarà apprezzato dai tuoi futuri interlocutori. Ovviamente si rivelerà necessario impegnarsi in una ricerca storica (anche minima) per poter dare sostanza e profondità alle nostre pretese aristocratiche.

A questo punto potrai andare a cercare e a studiare i vari stemmi che il titolo da te scelto, appartenente a una specifica tradizione, propone nelle loro linee fondamentali. Ad esempio, se sceglierai di essere un duca di Francia, sarà bene che tu verifichi come sia la corona di un Duca di Francia posta sulla sommità dello scudo di uno stemma. O ancora, se scegli di essere un Principe tedesco, dovrai certamente verificare come sia adornato il tipico stemma di un Prinz, e così via.

Studiare le componenti

Parti di uno stemma (thomasbrac.com)

Lavoro certosino, senza dubbio, ma di grande interesse per gli appassionati di storia come il sottoscritto, sarà lo studio delle singole parti di uno stemma. Sta a noi infatti stabilire come dovrà apparire il blasone che ci rappresenta: dovrà essere semplice e sobrio come quelli altomedievali o non piuttosto elaborato e pieno di svolazzi e orpelli come quelli secenteschi? Dovrà suscitare un senso di autorità e potenza in chi lo rimira o evocare sensazioni di serenità e famigliarità? Colori accesi o pastello? Molti particolari o figure essenziali? Tutto questo dipende dall’effetto che noi vorremo suscitare non solo con l’immagine dello stemma, ma anche con i nostri stessi titoli. Ricorda sempre che titolo e stemma, pur essendo distinti, lavorano sinergicamente per simboleggiare quello che tu sei o che vorresti essere: non sono dei semplici giochi di vanità!

Qualcosa che ti rappresenti

Una volta individuate le componenti principali con cui vorrai assemblare il tuo stemma, pensa anche a quei simboli che verranno a farne parte. Questa è una fase particolarmente importante del lavoro: dovrai interrogarti sinceramente su quali elementi (animali, volti, armi, oggetti…) dicano di più qualcosa sulla tua personalità.

Ma non solo: se nel tuo titolo dichiari di essere “signore” di un determinato territorio, sarà fondamentale che nel tuo stemma vi sia un qualche riferimento ad esso: un albero particolare, una collina, una nave… Come, del resto, potrebbe essere interessante inserire nel proprio coat of arms un’immagine che richiami la storia della propria famiglia (reale o immaginaria) o della città da cui si proviene. Tutto questo chiama in campo tutta la tua fantasia e tutta la tua voglia di metterti in gioco!

Come creare lo stemma?

Stemma araldico di Enrico II d’Inghilterra, nella Guildhall di Derry, Irlanda del Nord (1912)

Ora arriviamo alla parte più difficile, ovvero la realizzazione dello stemma. Riteniamo che vi siano fondamentalmente tre possibilità: disegnarlo o farlo disegnare a mano, realizzarlo con programmi di disegno e modifica di immagini per pc, chiedere aiuto all’AI.

Partiamo subito con lo sconsigliare quest’ultimo metodo, per i motivi che abbiamo già detto sopra. Aggiungendo che usare l’intelligenza artificiale il più delle volte equivale a rassegnarsi al “meno peggio” limitando così la propria fantasia e i propri reali desideri

La cosa migliore sarebbe disegnare lo stemma a mano, ma questo richiederebbe naturalmente una dote che non tutti (anzi, pochi) hanno. Anche l’opzione di farlo disegnare ad un artista può essere problematica dato il costo che ciò comporterebbe – sempre che si trovi qualcuno disposto a farlo.

Non resta la seconda possibilità da noi prospettata, ovvero quella di fabbricare il nostro stemma su programmi di disegno o di modifica di immagini. A tal fine io consiglierei per esperienza personale il sito (anche in versione gratuita) di PIXLR ( https://pixlr.com/it/ ) che consente di fare diverse cosucce non troppo complicate con risultati non poco soddisfacenti. Si potrebbe ad esempio caricare un’immagine di partenza con uno scudo svizzero o polacco (su Google Immagini se ne trovano parecchi) che si può poi decorare e colorare all’interno e all’esterno come si vuole, aggiungendo simboli, animali, corone, elmi, armi e chi più ne ha più ne metta! Anche in questo, Google e Pinterest si riveleranno i tuoi principali alleati: è pieno di immagini recanti svariate componenti di stemmi araldici. Si può personalizzare il proprio stemma all’infinito! Il consiglio però è quello di rendere più nitida l’immagine finale tramite miglioramento con AI (sì, quello conviene). Personalmente ho trovato molto ben funzionante il sito Skywork.ai .

Sigillo in cera dell’imperatore Federico II Hohenstaufen del 13 febbraio 1240, Archivio Storico Comunale di Cagli

Stemmi ovunque

Quando hai realizzato il tuo stemma non ti resta altro da fare che mandarlo a noi, che – insieme al titolo e al motto – provvederemo a riconoscertelo con apposita pergamena GRATUITAMENTE e a inserirlo SEMPRE GRATIS all’interno del Gran Registro dei Nobili, in modo che sia sempre e solo tuo. E poi? Poi potrai creare il tuo biglietto da visita con il tuo stemma sopra, potrai crearci un anello, un sigillo, una targa… Insomma, diventerà parte di te e con esso potrai identificarti ogni volta che vorrai. Per questo motivo, fa’ in modo che ti rappresenti per davvero!

Se vuoi scriverci per avere suggerimenti o per ricevere una mano nella realizzazione del tuo stemma, la nostra e-mail è: magnumnobilitatiscollegium@gmail.com

Francesco Cenati Dòmhnall, Presidente del Gran Collegio della Nobiltà