
Omaggio di Edoardo I d’Inghilterra a Filippo il Bello re di Francia, miniatura di Jean Fouquet, Tours, 1455-1460.
Premessa
Da secoli la nobiltà è associata al sangue e al lignaggio: si è nobili per diritto di nascita, in quanto appartenenti a una famosa e importante famiglia o discendenti da un valoroso paladino. Sebbene si sia assistito fra l’Ottocento e il Novecento al tramonto dei grandi imperi e delle gloriose monarchie sorte nel Medioevo, e con esso al disconoscimento di tutti i titoli nobiliari (è ad esempio il caso di Italia e Francia), non è affatto scemato il fascino per la nobiltà e per le sue antiche tradizioni.
Un sogno irrealizzabile
Quanti di noi infatti, ai piedi di un massiccio mastio normanno, non hanno mai fantasticato sulla vita dei cavalieri? Chi non ha mai immaginato anche per un solo istante di muoversi con noncuranza e familiarità fra i corridoi di un vetusto maniero, osservato dai severi volti degli antenati dipinti ad olio da un qualche artista fiammingo? Che cosa non daremmo per poterci firmare in calce ad una lettera con un lungo titolo nobiliare, altisonante e baroccamente pretenzioso, rispondendo all’invito a un ballo inviatoci da un’Altezza Imperiale?
Eppure tutto questo non è in alcun modo realizzabile per diversi motivi. Innanzitutto perché in molti stati, come già accennato, i titoli nobiliari non sono riconosciuti, e quindi non ne possono nemmeno essere attribuiti di nuovi ad alcuno. Non esiste dunque la possibilità di diventare nobili: o lo si è per nascita, o non lo si sarà mai. Secondariamente, anche in quelle nazioni in cui l’istituzione monarchica esiste tuttora, è quasi impossibile ricevere un qualsivoglia titolo nobiliare, essendo ormai divenuti questi ultimi riconoscimenti onorifici per super-star hollywoodiane piuttosto che titoli di merito effettivi legati all’onore di una persona.
L’idea
Da qui l’idea che un gruppo di amici, guidati dai medesimi sentimenti, ha avuto: la creazione di un Collegio che riunisca tutti coloro che nella loro vita vorrebbero reclamare per sé un titolo nobiliare, pur non discendendo dagli Asburgo o dai Borbone. Il progetto è quello di creare, tramite il presente sito, un registro di nobili di virtù che riconoscano i titoli nobiliari gli uni degli altri, attribuendo un’ufficialità alla propria condizione aristocratica. Questo Grande Collegio della Nobiltà (in latino Magnum Nobilitatis Collegium) osa avanzare la pretesa di riconoscere i “nuovi nobili” tramite lettere patenti, inserendoli poi in un registro telematico e creando spazi di condivisione e di scambio.
Una nuova concezione di nobiltà
La nobiltà nell’età moderna era di due tipi: di cappa (derivante da incarichi nell’amministrazione statale) e di spada (di origine cavalleresca). Noi abbiamo immaginato una terza via per divenire nobili: la “nobiltà di virtù” (nobilitas virtute). Essere nobili non può dipendere (o quantomeno, non può più dipendere) da cariche amministrative o dal sangue blu; oggi la nobiltà è una vocazione a vivere il nostro sogno, allontanandoci dal rumore assordante e dalla volgare spazzatura infestante delle nostre città postmoderne, per riservarci un cantuccio di meraviglia e contemplazione di un dolce passato ideale che ancor risuona nel nostro animo. La virtù degli antichi cavalieri, delle dame, dei re continua a scorrere dentro di noi: quale migliore investitura di quella spirituale?
Cosa c’è dietro?
Assolutamente niente, se non la volontà di realizzare un sogno: quello di potersi fregiare di un titolo nobiliare, con tanto di stemma araldico e storia dinastica. A differenza di tanti siti truffa online, che promettono titoli inesistenti spacciandoli per veri e chiedendo fior fior di quattrini in cambio di un pugno di sabbia, il presente Gran Collegio della Nobiltà non chiede NULLA, se non l’entusiasmo di entrare a far parte di una comunità e la fantasia necessaria a creare titolo, stemma e storia della famiglia. Un gioco di ruolo? Forse, almeno in parte. Una follia? Certamente, se così si può definire la realizzazione di un sogno. Del resto, in un mondo in cui i potenti, mossi da ambizioni di onnipotenza e ricchezza, opprimono i popoli vessando, conquistando e financo uccidendo indiscriminatamente, si potrà davvero definire folle chi viva appieno un proprio sogno con purità di cuore e desiderio di amicizia?
Una comunità
Già, perché chiunque voglia unirsi al Gran Collegio della Nobiltà potrà farlo, inviando la richiesta di riconoscimento del proprio titolo nobiliare, dello stemma e, se vuole, della (breve) storia della propria famiglia. Noi ci limiteremo a rispondere con il debito riconoscimento (purché i titoli non siano già in possesso di qualcun altro) e con l’iscrizione del Nobile all’interno del registro pubblico. Non solo: qualora non si avessero le idee ben precise, vi aiuteremo noi a inventare titolo, stemma e storia famigliare, basandoci sulle vostre inclinazioni e sui vostri desideri più profondi. Il tutto assolutamente gratuitamente, non avendo noi alcun interesse o fine di lucro. Noi non promettiamo titoli riconosciuti dallo Stato italiano o da qualche bizzarra monarchia, né vendiamo alcunché; piuttosto offriamo la possibilità di un riconoscimento da parte di una comunità di sognatori – proprio come voi.
Un riconoscimento ufficiale?
Mi piace pensare che il nostro sia un riconoscimento ufficiale in questo senso: non essendo riconosciuta in Italia alcuna ufficilità alla nobiltà storica, anche i titoli inventati – quando esista una qualche forma di riconoscimento vicendevole come quella offerta da questo Collegio – diventano in qualche modo ufficiali, o comunque non sono meno ufficiali di quelli in uso presso gran parte della nobiltà europea. Pertanto, sì: l’essere inseriti in questo registro attribuisce un grado di ufficialità al titolo che voi stessi avete inventato e reclamate. Solo un suggerimento: per evitare problemi legali, cercate di assumere titoli inesistenti e che non siano attualmente già in possesso di qualcuno.
Non resta altro da fare che…
…scriverci a magnumnobilitatiscollegium@gmail.com per poter ricevere quanto prima la lettera (o mail) di riconoscimento da parte di questo Gran Collegio della Nobiltà e per essere iscritti nel registro dei nobiles virtute, i nobili di virtù. Che i grandi e magnanimi sovrani e imperatori del passato possano approvare e benedire il nostro degno proposito!
Francesco Cenati Dòmhnall, presidente del Gran Collegio della Nobiltà
